Giunge alla fine la 51ª edizione di Pergine Festival, la quarta sotto la direzione artistica di Babilonia Teatri, Valeria Raimondi ed Enrico Castellani. Un’edizione dedicata a “Geografie Umane”, che dal 27 giugno all’11 luglio ha portato teatro, musica, danza, circo e performance in 15 luoghi del territorio.
“Dopo la festa dello scorso anno per i 50 anni di Pergine Festival, quest’estate abbiamo creato un festival che mettesse al centro le relazioni e le comunità e che creasse occasioni di scambio e di condivisione. Siamo molto soddisfatti e felici, carichi di emozioni e abitati da pensieri nuovi e da un calore che scalda.”
Dichiarano Valeria Raimondi ed Enrico Castellani, sottolineando il senso di un’edizione costruita attorno all’incontro tra persone, luoghi e linguaggi artistici.
“Questa edizione di Pergine Festival è stata all’insegna dell’incontro, del camminare insieme, degli occhi rivolti verso l’alto: a un campanile da cui giunge la voce della poesia, al cielo solcato dagli aquiloni. Un festival che ha dato voce alle nuove generazioni e al loro sguardo sul mondo, che ha ospitato eventi di largo richiamo e ha creato molteplici occasioni in cui gli spettacoli si sono fatti occasione per creare una socialità intima, che rompa il ritmo e la frenesia del quotidiano.”
Il Festival ha coinvolto circa 150 artiste e artisti con oltre 50 appuntamenti, tra spettacoli, concerti e incontro. Sono stati oltre 3.000 i biglietti venduti per gli spettacoli a pagamento, mentre gli eventi gratuiti hanno registrato più di 8.000 presenze. Sette gli appuntamenti sold out e 66% il pubblico fidelizzato, un bilancio positivo che conferma il crescente legame delle persone con la manifestazione.
Tra i protagonisti della 51ª edizione alcune delle realtà più interessanti della scena nazionale e internazionale. Da Sabina Guzzanti a Banda Osiris, dai Tre Allegri Ragazzi Morti a Roberto Latini, fino a Rimini Protokoll e Silvia Gribaudi, accanto a progetti delle nuove generazioni.
Con “Geografie Umane”, Pergine Festival 2026 conferma la propria identità di festival diffuso e partecipato, capace di trasformare il territorio in un luogo di relazione.