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Pippo Delbono

SARÀ UNA MOSTRA IMPORTANTE

da sabato 27 giugno a sabato 11 luglio 2026

BIGLIETTO: gratuito

 

ORARI DI APERTURA:

dalle 17:00 alle 21:00 (chiuso il lunedì)
eccezioni: 3 e 8 luglio chiusura alle 19:00

Le fotografie di Pippo Delbono, recente premio Ubu alla carriera, sono parte viva del suo processo creativo. Le immagini nascono durante spettacoli, tournée e viaggi: città e paesaggi diventano scenografie temporanee.
In questa selezione di 28 immagini, il teatro si dilata fino a coincidere con il mondo.
La macchina fotografica diventa un’estensione dello sguardo scenico.

 

Il suo modo di fotografare non è documentario: le immagini non cercano perfezione o equilibrio, ma accolgono lo scarto, la sfocatura, il taglio inatteso. È lo stesso sguardo del suo teatro, dove la forma nasce da un’urgenza espressiva più che da una costruzione ordinata.

 

Corpi, volti, statue e riflessi si intrecciano in un unico flusso, dove umano e inanimato si affiancano continuamente. Anche figure come Lou Reed o Tilda Swinton diventano presenze tra le altre, corpi in ascolto del mondo.

 

Al centro, la presenza di Bobò: uno sguardo che tiene insieme fragilità e meraviglia, trasformando queste immagini in un diario intimo di viaggio e di incontro, tra scena e vita.

IN POCHE PAROLE

Le fotografie di Pippo Delbono nascono durante spettacoli e viaggi, dove il teatro si apre al mondo. In 28 scatti, uno sguardo essenziale e irregolare trasforma persone e oggetti incontrati in un diario intimo tra vita e teatro.

A cura di Simone Azzoni

Foto di Pippo del Bono
Produzione Grenze-Arsenali Fotografici

Pippo Del Bono è un artista, regista e attore italiano tra le figure più influenti e radicali del teatro contemporaneo. Nato a Varazze nel 1959, ha fondato la propria compagnia nei primi anni Ottanta, portando in scena spettacoli come Il tempo degli assassini, Barboni, La rabbia e Dopo la battaglia nei principali teatri e festival di oltre cinquanta paesi. La sua poetica nasce dall’incontro con persone ai margini della società e da una costante sperimentazione su corpo, voce e presenza scenica, dando vita a creazioni totali che fondono teatro, danza, musica e cinema.

 

Nel corso della carriera ha ricevuto numerosi riconoscimenti, tra cui il Premio Ubu 1997 per Barboni, il Premio Ubu 2011 come miglior spettacolo per Dopo la battaglia, e il David di Donatello 2004 per il documentario Guerra. Nel 2025 gli è stato conferito il Premio Ubu alla carriera, uno dei più prestigiosi riconoscimenti del teatro italiano.

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